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  • Pekora Nera

Si può coltivare Canapa in Italia?

Beeeeella raga!

Siccome in tanti mi avete contattato per chiedermi se e come sia realmente possibile coltivare canapa (cannabis sativa) in Italia, ho deciso di aprire il blog con un breve articolo proprio su questo argomento. Come primo step se si desidera cimentarsi in questa “impresa” bisogna avere ben chiaro cosa prevede la legge e più nello specifico, la vigente normativa comunitaria reg. CE 1122/2009 e nazionale DDL. 2144.21.11.2016. Coltivare la canapa in Italia è possibile, purché non si superi la quantità di principio attivo stabilita dalla legge e secondo la legge italiana, è possibile coltivare canapa (cannabis sativa L.) utilizzando sementi (provenienti da qualsiasi fonte, non necessariamente certificata. Potete usare anche quelli da collezione, quelli provenienti dall'estero, come le varie CBD, Skunk o White Widow o persino quelli provenienti dagli alimenti per gli uccelli) che una volta cresciuti, abbiano un contenuto massimo di THC pari allo 0,6 %.

Cosa significa?

Il thc (o tetraidrocannabinolo) è uno dei maggiori principi attivi della cannabis ed è l’unico cannabinoide ad avere proprietà psicoattive. La percentuale di thc nelle piante analizzate può quindi oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore.

E fin qui tutto bene, tutti amici come si suol dire.... ma cosa succede se vengono effettuati dei controlli e il quantitativo di THC presente nelle vostre piante supea il famoso 0,6%? Innanzitutto, gli eventuali controlli sono eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore. Gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nell'eventualità però in cui la percentuale di thc dovesse superare la soglia dello 0,6% , si aprono due possibili scenari.

- Nel primo caso, se avete utilizzato semi non certificati, ma quelli da collezione ( come Dimachem, Therapy, Sensi Seed, Delicious, ecc...) che generalmente potete acquistare nei grow shop per intenderci, anche se dichiarati con THC inferiore al 2% al momento dell'acquisto, vi ritroverete in manette, col raccolto distrutto e un'accusa per spaccio internazionale sulla gobba. - Nel secondo caso invece, quello in cui abbiate acquistato e piantato dei semi certificati e cioè di varietà regolarmente iscritte nel registro Europeo delle piante coltivabili, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma in questo caso è esclusa la responsabilità dell’agricoltore a patto che, ribadisco, i semi siano di origine certificata e cioè il sacco ( o confezione) deve essere accompagnato da un cartellino che ne attesti la liceità.


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